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Erbacee Perenni in ordine alfabetico: da A a B

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  • Acanthus
    ACANTHACEAE. Il genere Acanthus comprende piante vigorose, rustiche che crescono nei luoghi aridi e rocciosi, soprattutto delle regioni mediterranee. Si sviluppano in qualsiasi terreno in ombra parziale o totale, anche se prediligono terreni profondi, fertili e ben drenati e non disdegnano i raggi di sole che ne stimolano la fioritura.
    In Architettura del Paesaggio l'Acanto viene utilizzato per la bellezza del fogliame e per la fioritura spettacolare nelle bordure miste per creare punti focali. Nella realizzazione di "giardini naturali" e in presenza di ampi spazi, viene spesso utilizzato in gruppi isolati per la sua facilità a moltiplicarsi e a colonizzare l'area con le sue radici.
    Etimologia: l'Acanthus prende il nome da un'antica leggenda greca secondo la quale una giovane ninfa di nome Acanto amata da Apollo per gelosia dello stesso veniva mutata nella pianta omonima. Inoltre, secondo alcuni testi inglesi il nome Acanthus deriva dal greco akanthos che vuol dire spina.
    Coltivazione: si sviluppano in qualsiasi terreno in ombra parziale o totale, anche se prediligono terreni profondi, fertili e ben drenati e non disdegnano i raggi di sole che ne stimolano la fioritura. Rimuovere gli steli fiorali dopo la fioritura. Nelle zone con inverni rigidi, lasciare le foglie come pacciamatura per tutto l'inverno ma rimuoverle in primavera quando appare il nuovo fogliame.
    Curiosità:il disegno delle foglie di acanto veniva inserito, a partire dal V secolo a.C., come ornamento dei capitelli di ordine corinzio nell'antica architettura greca.
  • Achillea
    COMPOSITAE/ASTERACEAE. Il genere Achillea è composto principalmente da piante decidue provenienti dalle regioni temperate dell'emisfero boreale. Hanno foglie di colore grigio o verde, spesso aromatiche, mono o tripennate o pennatifide che ricordano le felci.
    In Architettura del Paesaggio vengono utilizzate per arricchire di colore i giardini naturalistici, i giardini rocciosi e le bordure miste. Le Achillea con i fiori dalla forma appiattita sono una componente importante delle bordure miste dando loro una dimensione orizzontale; possono essere associate alle graminacee e ad altre erbacee perenni con fiori con una forte tensione verticale. Le forme nane possono essere usate anche come tappeto erboso in quanto sopportano bene il calpestio (avendo però l'accortezza di non far fiorire le piante, tagliando spesso il prato).
    I fiori delle Achillea sono raccolti in infiorescenze corimbose molto caratteristiche, possono essere utilizzati come fiori recisi (anche se il fiore non sopravvive a lungo) o come fiori essiccati. Inoltre, la maggior parte dei fiori delle Achillea attira le farfalle.
    Etimologia: il nome Achillea deriva da una leggenda riportata da Plinio secondo la quale Achille su consiglio del centauro Chirone utilizzava questa pianta per cicatrizzare le ferite dei suoi compagni d'armi.
    Coltivazione: crescono in terreni ben drenati con esposizione in pieno sole anche se molte varietà tollerano condizioni differenti. Se concimate troppo, crescono molto e assumono un aspetto allampanato.
    Curiosità: nel linguaggio dei fiori Achillea indica "guarigione".
  • Aconitum
    RANUNCULACEAE. Il genere Aconitum comprende piante erette provenienti in massima parte dalle praterie e dal sottobosco delle zone montagnose dell'emisfero boreale. Hanno fusti poco ramificati con foglie palmate o palmate-lobate. I fiori, cucullati, sono vistosi e di grande effetto, portati in racemi o pannocchie lunghi fino a 60 cm (sono ottimi come fiori recisi). E' per la forma del fiore che in Inghilterra l'aconito viene chiamato comunemente 'cappuccio del monaco'.
    Gli aconiti vengono utilizzati soprattutto come punto focale nello sfondo delle bordure miste. Vengono preferiti nei giardini in mezz'ombra dove la bellezza del colore dei suoi fiori si accresce ancor di più. Senza dubbio, l'unicità della forma slanciata della pianta e dei suoi fiori dà un forte contributo alla bellezza di tutto il giardino.
    Etimologia:a: il nome del genere 'Aconitum deriva dal greco akòniton che significa 'pianta velenosa' perchè la sua pericolosità era ben conosciuta già dagli antichi
    Coltivazione: prosperano nei terreni freschi, umidi e preferiscono essere riparati dal sole nelle ore più calde ma tollerano ogni tipo di suolo e il sole pieno. L'Aconitum necessita di notti estive fresche per fiorire bene con temperature notturne estive regolarmente inferiori a 22°C. Poiché è lento ad insediarsi, ma ache per una migliore fioritura, una volta piantato, è consigliabile lasciarlo indisturbato.
    Rimuovere i fiori appassiti per prolungarne la fioritura. Alla fine dell'inverno tagliare la pianta raso terra.
    Attenzione: tutta la pianta e in particolare la radice contiene vari alcaloidi di estrema tossicità. E' tossica se ingerita ed è nociva attraverso la pelle. Ovviamente quindi è bene indossare i guanti quando si lavora con questa pianta.
  • Actaea
    RANUNCULACEAE. Il genere Actea in passato era distinto dal genere Cimicifuga benchè differissero poco l'uno dall'altro. Al giorno d'oggi, tutte le specie del genere Cimicifuga sono state accorpate con il genere Actaea. Sono piante che si stanno facendo strada nei giardini e diventano sempre più popolari man mano che si scoprono le loro caratteristiche estetiche. Hanno portamento slanciato ed eretto e crescono nei boschi e nelle praterie umide e ombrose delle zone temperate dell'emisfero boreale. Le foglie sono alterne, triternate. I fiori di colore bianco, con ciuffi prominenti di stami, sono raggruppati in racemi a forma di spazzolino a cui fanno seguito follicoli poco appariscenti.
    In Architettura del Paesaggio sono coltivate per la bellezza del fogliame e dei fiori. Per dare equilibrio alla composizione, vengono inserite nei giardini boscosi e nelle bordure ombrose tra le piante a portamento arrotontato e quelle a guglia.
    Etimologia: il nome cimicifuga deriva dal latino "cimex fugere" che vuol dire "scacciare le cimici" e veniva attribuito alla Cimicifuga foetida che veniva utilizzata proprio per questo uso; il nome Actea deriva dal greco ἀκτῆ che vuol dire sambuco, in allusione alla somiglianza che hanno le foglie dell'Actea con quelle del sambuco.
    Coltivazione: anche se sono piante molto resistenti e non è difficile accontentarle, crescono meglio in posizioni fresche ombreggiate o parzialmente ombreggiate, in terreni fertili e alquanto umidi. La mancanza prolungata di acqua e una esposizione troppo soleggiata fa bruciare i margini delle foglie.
    Attenzione: le bacche sono tossiche se ingerite.
  • Aegopodium
    UMBELLIFERAE/APIACEAE. Gli Aegopodium sono piante perenni con rizomi invasivi e radici profonde. Le foglie sono alterne, formate da 3 foglioline ovate. I fiori, di colore bianco, sono riuniti in ombrelle portate su fusti ramificati, glabri.
    In Architettura del paesaggio l'Aegopodium, conosciuto anche come erba girarda, viene utilizzato per il suo bel fogliame che con il suo colore rischiara anche gli angoli più bui del giardino. Ottimo il suo impiego per la coltivazione in vaso e per l'arredo di aree ombrose, con terreno povero, dove altre piante stentano a crescere; colonizza facilmente gli spazi vuoti sotto gli alberi, o pendii scoscesi.
    Etimologia: il nome della specie deriva dall'usanza di usare questa pianta nella cura della podagra (gotta).
    Coltivazione: cresce in qualsiasi terreno all'ombra o alla mezz'ombra; non tollera la mancanza d'acqua. Rimuovere i fiori secchi prima che vadano a seme se non si vuole l'autodisseminazione e si vuole mantenere una forma compatta. Se esposta al sole, al caldo e all'asciutto le foglie possono bruciarsi. Se compaiono germogli non variegati è bene eliminarli in quanto sono molto vigorosi e prenderebbero il sopravvento su quelli variegati facendoli scomparire.
    Curiosità: l'Aegopodium podagraria è conosciuto da tempo per la sua invadenza. Si narra che nell'Inghilterra vittoriana, il proprietario di un giardino invidioso del successo di un altro, buttava nel giardino di quest'ultimo una piantina di Aegopodium podagraria. Dopo poco tempo, lo sfortunato si trovava il giardino invaso dall'Aegopodium e e non gli restava altro da fare che diserbare tutto. E' per questo motivo che nei giardini viene utilizzata solo l'Aegopodium podagraria 'Variegatum' in quanto meno infestante.
  • Agastache
    LABIATAE/LAMIACEAE. Le Agastache sono piante perenni aromatiche cpnportamento eretto che provengono dalle zone aride di Cina, Giappone, Stati Uniti e Messico. Le foglie sono ovate, opposte, colore verde grigiastro, e hanno una delicata fragranza di liquirizia (nelle estati torride l'aroma è molto più intenso). In estate portano spighe di fiori colore blu, lavanda, rosso, arancio. Per la loro natura forte, le possiamo definire 'piante autosufficienti'.
    In Architettura del Paesaggio queste pianta hanno una funzione poliedrica in quanto sono utilizzate nelle bordure miste, negli orti, nei giardini di farfalle e anche per la crescita in vasi e, per la loro adattabilità ai climi caldi e asciutti, diventano ogni giorno sempre più popolari.
    Etimologia: il nome della pianta deriva dalle parole greche "agan" (molto ) e "stachys"( stelo di grano) in riferimento alle spighe fiorali.
    Coltivazione: non hanno particolari esigenze; amano il sole o la mezz-ombra, preferiscono il terreno ben drenato (nei terreni argillosi teme l'umidità invernale) e leggermente alcalino; in condizioni troppo ombrose diventano alte e cascanti. Per mantenere la pianta compatta eseguire in giugno la cimatura dei nuovi getti e per prolungare la fioritura rimuovere le cime sfiorite. Nelle zone in cui ci sono inverni particolarmente rigidi si consiglia di lasciare gli steli e le foglie sulla pianta per tutto l'inverno per darle una protezione aggiuntiva. Alla fine dell'inverno tagliare la pianta raso terra.
  • Ajuga
    LABIATAE/LAMIACEAE. Il genere Ajuga comprende piante perlopiù sempreverdi, rizomatose, provenienti dalle zone ombrose temperate dell'Europa e dell'Asia. Presentano steli quadrangolari, foglie opposte; i fiori solitamente di colore blu appaiono dalla primavera all'inizio dell'estate.
    In Architettura del Paesaggio le Ajuga sono utilizzate come tappezzanti dei luoghi ombrosi; se cercate una pianta che una volta insediata non permetta alle infestanti di crescere l'Ajuga fa al caso vostro. Inoltre viene coltivata nel giardino per la vista spettacolare della sua fioritura e per la bellezza delle sue foglie; viene anche utilizzata per colmare gli spazi vuoti nelle aiuole di bulbose.
    Etimologia: si tratta di una parola composta da due termini: "a" che significa "negazione, privazione" e "ζυγόν " che significa "giogo"; quindi "senza giogo" in riferimento all'assenza del labbro superiore nella corolla differentemente alle altre Labiate.
    Coltivazione: coltivare in mezz'ombra o ombra in terreno umido, anche povero. Il sole, soprattutto delle ore più calde, può bruciare le foglie
    Curiosità: i testi italiani la classificano come edibile, consigliando di aggiungere le foglie primaverili dell'Ajuga alle insalate e ai minestroni; i testi inglesi specificano che le sue foglie hanno un leggero effetto narcotico. Fateci sapere!
  • Alcea
    MALVACEAE. Genere composto da piante biennali o perenni a vita breve provenienti dalle regioni temperate europee e asiatiche. Le Althea hanno adornato i giardini per secoli e continuano a farlo e diventano sempre più popolari.
    In Architettura del Paesaggio le Althea si coltivano per le alte infiorescenze ricche di fiori grandi, semplici o doppi, con colori vivaci; viene utilizzata in gruppi nelle bordure miste o a ridosso dei muri o recinzioni per rompere la loro monotonia. E' una pianta che attira le api e le farfalle. Le piante coltivate nel nostro vivaio provengono dai semi che abbiamo raccolto nell'isola di Brac in Croazia.
    Etimologia: il nome deriva dal termine greco αλθος (althos), che vuol dire curare in riferimento alle proprietà medicinali di alcune specie.
    Curiosità: William Robinson nel suo libro English Flower Garden consiglia agli apicoltori amatoriali di crescere alcune Althea nei loro giardini poiché alle api piacciono molto i loro fiori.
    Coltivazione: cresce in qualsiasi terreno anche se predilige aree marginali, rocciose, incolte e con scarsa disponibilità di acqua, ama le esposizioni in pieno sole. Per prolungare la vita della pianta è necessario protegger il germoglio che si trova alla sommità del colletto; la morte del colletto porterà alla perdita della pianta.
  • Alchemilla
    ROSACEAE. La maggior parte delle Alchemilla sono piante rizomatose diffuse nelle zone settentrionali temperate e artiche e nelle zone montagnose dell'Africa tropicale, Sri Lanka e Indonesia. Le foglie sono perlopiù arrotondate e lobate, spesso tomentose. I fiori sono minuscoli di colore giallo-verde e portati da cime ramificate.
    In Architettura del Paesaggio le Alchemilla sono utilizzate per la tessitura morbida e ondulata del fogliame e per la massa soffice dei fiori.Sono adatte per il giardino roccioso, per il fronte delle bordure di erbacee o per divenatre ottimi coprisuolo.
    Etimologia: il nome Alchemilla deriva dall'arabo Alkemelyeh ed è relativo alla capacità che hanno alcune specie di trattenere l'acqua sulla loro superficie.Queste perle di acqua sono state considerate dagli alchimisti come la forma più pura di acqua e da loro utilizzata nel tentativo di trasformare il metallo in oro.
    Coltivazione: Facile da coltivare in qualsiasi terreno fertile al sole o all'ombra. Tollera anche l'ombra piena e la siccità. Nei climi caldi ombreggiare nelle ore più roventi. Potare le piante dopo la fioritura per ringiovanire le foglie, per dare una forma ordinata alla pianta e per evitare che si autodissemini. Alla fine dell'inverno potare alla base.
  • Allium
    LILIACEE. Questa famiglia ha alcune piante molto decorative per il giardino. Molte sono piuttosto piccole altre sono grandi abbastanza da creare un buon effetto nelle aiuole o nelle bordure. Preferiscono il pieno sole e non sono difficili da accontentare in qualsiasi terreno ragionevolmente fertile e drenato. Si disseminamo molto facilmente.
  • Amsonia
    Produce un fascio di steli ricoperti di foglie strette con la testa un pò cadente con fiori alla forma a stella e dal color pervinca pallido
  • Anchusa
    BORAGINACEAE
  • Anemone
    RANUNCULACEAE. Si dice che crescano bene in ombra ma preferiscono la luce del sole. Nei terreni umidi gli steli diventano più alti e i fiori migliori. In estate la pianta mostra delle belle foglie verdi ma già a fine agosto da bellissimi fiori grandi
  • Angelica
    APIACEAE/UMBRELLIFERAE. Genere di specie perenni la maggior parte delle quali proviene dall'emisfero settentrionale: zone boschive umide, praterie, paludi, argini di corsi d'acqua. Sono piante grandi che sviluppano foglie alterne larghe 30-90 cm. Portano grandi ombrelle di fiori bianchi, gialli, verdi o porpora a cui fanno seguito frutti marroni, piatti e crestati. L'angelica ha proprietà medicinali ed è adatta per gli orti.
  • Aquilegia
    RANUNCULACEAE. Perenni dal fogliame leggero e fiori delicati con lunghi speroni colorati. Crescono in ogni tipo di terreno ed esposizione ma prediligono la mezz'ombra.
  • Armeria
    PLUMBAGINACEAE. Perenni molto utili nelle piccole bordure o al margine di bordure più grandi. Prediligono l'esposizione in pieno sole.
  • Artemisia
    COMPOSITAE. Tutte le specie necessitano l'esposizione in pieno sole ed il terreno ben drenato. Sono più apprezzate per la bellezza del fogliame che per le fioriture
  • Aruncus
    ROSACEAE. pianta straordinaria il cui fogliame somigliante a quello delle felci crea un elegante "collinetta" alta circa un metro per molti mesi dell'anno, che in estate viene dominata da piume color crema formate da minuscoli fiorellini stellati
  • Asphodeline
    LILIACEAE. Piante maestose, facilmente coltivate al sole in terreni ben drenati
  • Aster
    COMPOSITAE. Le varietà da giardino di questa specie sono state moltiplicate a dismisura, ad esclusione immeritata di molte altre specie ornamentali che indugiano nell'oscurità. Ce ne sono però certamente alcune di prim'ordine. Tutte le specie prosperano nei luoghi soleggiati o in mezzombra in qualsiasi terreno ragionevolmente fertile, ma molte fioriscono in modo soddisfacente in condizioni precarie. Se ne consiglia la propagazione in primavera.
  • Astilbe
    SAXIFRAGACEAE. E' una perenne che non richiederà mai il vostro supporto. Vive bene in zone di mezz'ombra. I suoi fiori non andrebbero mai tagliati per lasciare anche in inverno queste piume eleganti sulla sommità della pianta anche quanto diverranno di color bruno.
  • Astrantia
    UMBELLIFERAE. Quest'erbacea ha fiori di particolare interesse e di una bella forma. Vivono bene in terreni ben drenati, sia al sole che all'ombra parziale
  • Bergenia
    SAXIFRAGACEAE. Queste piante danno una ideale copertura sempreverde con un profilo audace e sono una manna dal cielo per quei giardino ventosi dove stentano le altre piante. In primavera si ergono dei gambi rossi aitanti recanti i capi densi di fiori color magenta o bianco
  • Bletilla
    ORCHIDACEAE. Pianta con radici tuberose che, per una buona riuscita, dovrebbe essere piantata a 5 cm di profondità. Sebbene si raccomanda di coltivarla in un suolo fresco, ricco di humus, non troppo compatto cresce bene in pieno sole e in qualsiasi terreno
  • Brunnera
    BORAGINACEAE. Una deliziosa pianta da ombra che si adatta a qualsiasi suolo ma che preferisce i terreni umidi. Fiorisce in primavera ed il contrasto tra il colore delle foglie e quello dei fiori e molto seducente.